Il progetto DAI (Diritti – Autonomia – Indipendenza)

L’obiettivo del progetto è che la persona possa godere di una cittadinanza attiva grazie alle sue capacitazioni, ossia alla possibilità di essere messo in condizioni di esercitare i diritti di base che prevedono: una rete sociale attiva, l’accessibilità all’informazione e ai prodotti di mercato.

Per fare ciò è necessario superare l’integrazione (semplice rapporto di un soggetto con un contesto determinato) per permettere l’inclusione (prospettiva di conoscenza e riconoscimento reciproco dove le ragioni di ognuno si inseriscono in un processo di crescita comune).

È un obiettivo raggiungibile solo con la condivisione della comunità che deve far sentire la sua presenza in ogni ambito (sport, divertimento, lavoro, tempo libero, cultura,…), coinvolgendola nell’elaborazione di azioni facilitanti e con un sostegno anche economico se necessario.

 

I destinatari del Progetto DAI sono persone con disabilità (di qualsiasi gravità)

 

Come si realizza?

Come accennato in precedenza, il raggiungimento dell’inclusione si può ottenere solo tramite la condivisione con la comunità.

Sono diversi gli interventi che concorrono a questo scopo:

  • disponibilità di appartamento (messi a disposizione da Fondazione Historie)
  • inserimento in un’attività occupazionale (offerta da Centro Socializzazione)
  • sostegno delle famiglie, che devono aderire attivamente al Progetto
  • coinvolgimento delle associazioni di vario interesse della comunità (sportive, culturali,…) presenti sul territorio, chiedendo loro spazi d’inclusione
  • recupero di ogni risorsa economica e finanziaria (pubblica e privata) disponibile
  • coinvolgimento delle associazioni imprenditoriali e delle singole aziende per un sostegno finanziario al fine di permettere una vita autonoma in appartamento con una guida di un educatore.

 

Il progetto sociale della Cooperativa è determinato a promuovere l’inclusione prevedendo:

  • l’uscita dalla Comunità nei giorni feriali dalle 8,30/16,30
  • impegno in attività di lavoro (laboratori, stage lavorativi)
  • formazione (corsi sulla gestione di sé, del benessere fisico, delle relazioni sociali, del lavoro)
  • sport (palestra, piscina, volley, calcio)
  • partecipazione a manifestazioni o eventi (cinema, teatro, visite, sagre, social eating)
  • uscite sul territorio in autonomia (acquisti personali, frequentazione bar e altri luoghi pubblici,…)
  • attività culturali secondo l’interesse personale (corsi di canto, danza, cucina,..)
  • due settimane di vacanza l’anno (mare e monti) senza la famiglia, promuovendo attività in autonomia (uscite, giochi, acquisti,..)
  • partecipazione a attività e visite culturali per la conoscenza del territorio veneto e limitrofo nei fine settimana o periodi festivi

 

I progetti per il rafforzamento dell’autonomia

Il rafforzamento dell’autonomia viene ottenuto operando su tre vie contemporaneamente:

  • autonomia e l’indipendenza di vita
  • inserimento nel lavoro
  • inserimento sociale per il superamento della residenzialità assistita.

Negli anni si è operato per ottimizzare ognuno di questi percorsi di crescita. Anche grazie alla completezza di servizi offerti dal Gruppo, è stato possibile creare una proposta di attività complementari sulla base delle esigenze degli ospiti.

L’attenzione e il focus posto dagli operatori sulle persone assistite consente di personalizzare i percorsi incentrandoli sulle specifiche esigenze del singolo.

Questo ha permesso, nel corso delle attività, di integrare ulteriormente le attività già esistenti e offerti di base con esperienze nate da casi individuali.

 

Autonomia e l’indipendenza di vita

Sono tre i progetti volti primariamente a incrementare l’indipendenza di vita degli ospiti:

  • Prove di volo: esperienze di residenzialità fuori dalla famiglia per almeno tre giornate con l’obiettivo di favorire l’allontanamento come processo sereno di autonomia e non di abbandono o separazione
  • Esperienza di autonomia in appartamenti assistiti: fase successiva che richiede già una buona capacità di superamento del rapporto duale con la famiglia e una disponibilità all’impegno in attività quotidiane di gestione della casa e dei diversi momenti della giornata (alzarsi, tenere in ordine, gestione corretta del cibo)
  • Inserimento in appartamento: sono disponibili cinque appartamenti, ognuno per due persone; attualmente due sono occupati e per altri due si è in fase di avvio di nuove residenzialità. Le persone ospiti sono occupate nel corso della giornata in attività di lavoro, rientrano nel tardo pomeriggio nell’appartamento dove con un operatore (educatore) organizzano la cena, la serata. o le attività nei fine settimana, le visite in famiglia, la partecipazione alla vita sociale. Per urgenze è disponibile con una chiamata un operatore reperibile.

Inserimento nel lavoro

L’inserimento nel lavoro è l’ambito più complesso da sviluppare per la tipologia di disabilità che rende difficile l’adeguamento a ritmi di lavoro precisi, la rigidità dell’organizzazione del lavoro, la riduzione di lavori semplici, la carenza di mezzi pubblici verso le aree artigianali o industriali.

Attualmente il lavoro è promosso attraverso quattro differenti strade, a seconda dell’ospite:

  • affido di piccole incombenze in Comunità per svolgere alcune fasi degli impegni quotidiani (pulizie, riordino, cucina) nell’ottica di abituare ad un impegno visto come un lavoro, e formare per consentire di svolgerlo adeguatamente
  • in laboratori dove si punta a un’organizzazione più vicina possibile a quella ordinaria per educare la persona a ritmi, modalità, tipo di impegno necessario per stage o inserimenti e per valutare i possibili sviluppi personali
  • nel negozio, per acquisire abilità nell’esposizione, gestione degli spazi, presentazione degli oggetti in vendita, colloquio con la clientela,
  • con stage

 

Inserimento sociale per il superamento della residenzialità assistita

Il progetto di inserimento sociale per il superamento della residenzialità assistita prevede un forte coinvolgimento delle famiglie, sempre molto complesso e problematico ma essenziale per diverse ragioni.

In primis, è necessario superare il rapporto diadico familiare che condiziona staticamente la situazione e impedisce la naturale evoluzione verso un rapporto plurale. Questo processo è molto contrastato anche senza averne piena consapevolezza, camuffando le resistenze con ansia, preoccupazione, e timori.

Si aggiunge poi la cultura sociale ancora molto legata all’assistenza e poco sostenuta in favore del cambiamento, mancando esperienze significative in merito e la loro pubblicizzazione.

Vengono compiuti ancora troppi pochi sforzi per far conoscere i diritti che anche le persone con disabilità hanno a una propria vita autonoma. Le resistenze trovano un rinforzo nella riduzione delle risorse in favore di esperienze innovative di inclusione e l’eccessiva lentezza con la quale si muove gli attori responsabili dei servizi.

A questo obiettivo la Cooperativa dedica da anni molte risorse con incontri di mutuo-aiuto, confronti con esperti (psicologi, educatori, esperti nell’ambito economico), e grazie a questo è riuscita negli anni a incrementare le esperienze di brevi residenzialità in autonomia.

Per aiutare il tessuto sociale a una accettazione piena e fiduciosa dell’inclusione sociale, l’impegno ha visto l’organizzazione di molti eventi dove si è cercato di far conoscere le abilità personali anche della persona “diversa” e il loro lavoro per dare spazio di impegno e vita.

Frequenti sono inoltre le partecipazioni a fiere e mercati per la vendita dei prodotti dei laboratori e da alcuni anni l’organizzazione di social eating, apericene dove a cucinare e servire sono persone con diversità: tutte occasioni per fare cultura d’integrazione e raccogliere fondi a sostegno dei progetti di vita autonoma.

 

Una case history: il percorso di Alessandro

Al fine di rendere più agevole la lettura degli interventi che si intrecciano nel perseguire la maggiore autonomia possibile, raccontiamo in sintesi il caso recente di un ragazzo il cui percorso ben rappresenta le principali fasi evolutive, lo chiameremo Alessandro.

Alessandro è nato nel 1998, vive con i genitori in un piccolo comune, è affetto da insufficienza mentale con disturbi del comportamento, le sue modalità comunicative di tipo autistico rendono molto limitata la sua autonomia, riesce comunque a frequentare l’istituto agrario se seguito costantemente da un assistente personale.

Ottobre 2016: il lavoro in rete

Quando inizia a frequentare l’ultimo anno, non ancora 18enne, progettiamo con la scuola, i genitori, l’Assistente Sociale ULSS e i servizi del Comune, un suo pre inserimento nel nostro Centro per alcuni giorni della settimana contemporaneamente alla frequenza scolastica.

Giugno 2017: progetti innovativi per l’autonomia possibile ed il contenimento dei costi

Il buon lavoro svolto per conferire ad Alessandro le autonomia necessarie, la positiva collaborazione dei genitori e della scuola, hanno permesso di evitare il suo previsto inserimento in Centro Diurno Accreditato alla fine della frequenza scolastica, inserendolo invece nel contesto decisamente meno assistito quale il Centro Laboratorio (progetti sperimentali ex dgr. 739), dove non intervengono operatori OSS ma solo educatori e maestri di lavoro, con una retta pari a meno di un terzo di quella prevista dal Centro Diurno tradizionale per ragazzi con questo tipo di diagnosi.

Giugno 2018: progetti in preparazione all’autonomia residenziale

Visto il buon andamento e l’entusiasmo del ragazzo ed il grado di soddisfazione di familiari e servizi, proponiamo per Alessandro un percorso di crescita anche in merito alle sue possibilità di sperimentare brevi periodi di vita fuori dalla famiglia: il progetto Prove di Volo precedentemente descritto, con cui per la prima volta nella sua vita trascorre giornate fuori casa, in compagnia di amici e guidato da operatori delle nostre strutture residenziali.

Settembre 2019: le vacanze

Dopo le comprensibili ansie iniziali, grazie all’ottimo rapporto instaurato con gli operatori, Alessandro ha partecipato al progetto Prove di volo con continuità attraverso brevi periodi vissuti fuori casa nella Comunità residenziale con il gruppo di amici. Parte importante del programma la sua partecipazione a 4 settimane di soggiorni vacanza al mare ed in montagna.

Le prospettive future per Alessandro

Come già per i servizi diurni anche per l’autonomia residenziale si persegue l’obiettivo che il ragazzo possa sviluppare capacità e autonomie sufficienti per essere in grado (quando i genitori lo riterranno utile) di risiedere nel contesto Gruppo appartamento, decisamente più dinamico, evolutivo ed economico (sia per le ULSS, sia per le famiglie), della tradizionale Comunità Alloggio per persone con disabilità.

Già oggi è osservabile una notevole e confortante maggiore convinzione dei genitori nel “crederci”, ossia nel vedere concretamente realizzabile che il figlio possa avere un’esistenza bella e dignitosa nella maggiore autonomia possibile con costi sostenibili.

Per sostenere questi percorsi in una prospettiva futura, in quest’ultimo anno abbiamo aumentato i posti disponibili nel nostro Centro Laboratorio “CLUB D.A.R.E.” e realizzato altri 3 nuovi appartamenti.

 

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